nostro lunedì

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nostro lunedì
i piccoli splendori del plurale 

Il semestrale nostro lunedì è una pregevole e originale iniziativa editoriale del Comune di Ancona, Ideato e coordinato,dal 2002, dal poeta Francesco Scarabicchi, accuratamente rivestito, dalla sapiente tessitura grafica, vividamente essenziale, dello studio Lirici Greci, esso innova e supera l’informazione culturale esplorando territori propri di un’autentica fucina di letterature e d’immagini.

Ogni numero contiene un cuore centrale, che radica la rivista stessa al suo luogo d’origine, la città di Ancona, e guarda, anche alle più sicure esperienze umane ed artistiche delle Marche. nostro lunedì offre ogni volta un tema, nel plurale del sostantivo che di esso si fa insegna, la cui pronuncia è eminentemente letteraria senza la pretesa alcuna di esaurirne tutti gli aspetti. Sceglie un angolo di visuale e immortala stili, caratteri e singolarità che sfuggano all’ombra dei luoghi comuni.    
       
numeri editati di nostro lunedì:
0 – Infanzie. “Da anni Ancona attende ad una sua silenziosa opera contro l’infanzia negata e non protetta (istruzione, sanità pediatrica, servizi sociali) ribadendo la sua identità di città che guarda all’interezza di un’irripetibile stagione dell’uomo da cui dipende il destino d’ogni futuro.”

1 – Scene. “L’opportunità del Teatro Nuovo della città di Ancona consente ad una rivista come nostro lunedì, per la sua natura e per il suo carattere, di guardare le diverse scene dell’arte tentando di cogliere le fisionomie insolite che abitano il presente e il passato prossimo da dov’è caduta l’ombra del presente della memoria o più forte si avverte la necessità di non trascurare un’attualità meno precaria che porta in se le gemme d’una probabile durata nel segno e nel senso.

2 – Forme. “Un numero dedicato a un tema affascinante, forme, e a un luogo altrettanto affascinante, la Mole Vanvitelliana. Poeti, scrittori, grafici e pittori di fama indiscussa affrontano da queste pagine tutte le angolazioni dell’arte e della cultura, le cui geometrie espressive sono simboleggiate dall’opera settecentesca del Vanvitelli, pentagono già definito come “lo spazio del gioco dei sensi.”

3 – Libri.“Libri letti e da leggere, da conservare e da custodire, da dimenticare e da perdere, da donare e da ricevere, quelli del tempo che hanno resistito fino a noi, i libri dell’infanzia e della formazione, dello studio e dello studio e della solitudine, del dolore e del gioco, della convalescenza e del gioco, della convalescenza e dell’ozio, del viaggio e della notte, della vacanza e del mestiere. I libri che saranno. Mai come ora la centralità del libro conferma se stessa, proprio quando sembra smarrirla. Anche qui la centralità del numero è un luogo fisico: La Civica Biblioteca Benincasa di Piazza del Plebiscito.”
 
4 – Scataglini. “Nel segno di Franco Scataglini, in sua memoria. Questo numero speciale di nostro lunedì è interamente e inevitabilmente dedicato al grande poeta anconetano. Non solo perché questa rivista è pensata proprio da uno dei suoi amici e allievi, non solo perché cade a dieci anni esatti e certe ricorrenze devono essere onorate, per chi ha lasciato un segno profondo. Dedichiamo a lui questo numero proprio per quel segno, perché il lascito è vivo, la lingua da lui creata, -unica e palpitante- rappresenterà sempre l’anima più profonda dell’umanità degli anconetani.”

5 – Città. “Uomini e donne che si rincorrono spazi e aneliti che connotano la quotidianità del vivere e dell’agire. Città forti ma anche attente al nuovo che emerge, ai più deboli, a quelli che non hanno voce. Città fiere del loro passato ma anche pronte a spendersi per costruire il loro futuro. Città antiche, nobili ma anche plebee.Che ammiccano e si commuovono che respirano cultura che svezzano talenti. Città virtuose e città digitali, città gaudenti e città dolenti. Ma anche città di mare come la nostra. Signora dell’Adriatico e crocevia di genti.”

6 – Viaggi. “Il senso e il sentimento del viaggiare, ovunque, comunque, dalla propria stanza al cielo.Un tema infinito che coinvolge l’uomo, la sua origine, il suo destino, metafora e concreta realtà del movimento. L’arte del viaggiare il pensiero, l’esperienza, l’altrove, il dove di ogni luogo. Da Ulisse alle luci malinconiche di Praga, passando per il porto di Ancona,dove il cuore della rivista, da sempre riservato alla città dorica, getta l’ancora. Percorsi dell’oltre, nell’oltre in cui ogni altrove è destino a caso, stazione di sosta, occasione, scelta.”

7 – Pensare. “Agli apporti di rilievo e ad alcune “fedeltà” si uniscono le presenze in versi, la sequenza davvero superba delle partecipazioni pittoriche e grafiche,le sapienze e le sensibile arti che concorrono ad illuminare una facoltà sempre più ardua e rara che si concentra sul verbo ‘pensare’. ”

8 – Elementi. “Le sezioni incrociate dell’acqua, dell’aria, del fuoco e della terra, nelle quali si articola la ricognizione sulla poesia degli elementi naturali contenuta in questo numero, rivelano scorci di paesaggi dell’anima e aprono gli occhi di fronte allo spirito del mondo. Non solo con lo sguardo ma anche col tatto, elevato a protagonista nel Museo tattile Omero, cui sono dedicate le pagine centrali come sempre riservate ad un luogo della città.”

9 – Marche. “Il nome plurale di questa regione ribadisce, nella complessità degli apporti che gli autori tutti creano, il carattere attuale del nostro lunedì, il suo porsi sul versante di una contemporaneità che implica la tradizione da cui proviene e la tenace adesione alla verità sensibile di ogni adesso che non proietta in un irreale ed immaginario futuro la sua ombra, ma concentra tutta l’intensità della luce nel punto esatto della propria consapevolezza d’essere e d’essere adesione, luogo in cui quella consapevolezza s’avvera e s’afferma”

10 – Luoghi. “Dedicare il decimo numero del semestrale al tema plurale dei luoghi di questa regione è, in qualche modo, il completamento del precedente marche secondo lo sguardo che tenta di cogliere le trame profonde che legano gli artisti ai borghi, ai paesi, alle città del nascere o del vivere, alle altrettanto plurali pronunce delle individuali esperienze del mondo. È solo parziale il paesaggio che si consegna all’attenzione dei lettori e dei compagni di viaggio di nostro lunedì, nella speranza di essere riusciti a toccare una disposizione sensibile di accogliere lingue, stili, forme, espressioni e temi che scandiscono le pagine e il percorso che attraversa “stazioni” e province di una regione particolare nel disegno di un’Italia contemporanea che oscilla tra indifferenza e nuove opzioni, tra smanie federaliste e arcaiche vocazione unitarie, senza disporsi a capire, senza considerare il grado combusto di una realtà che ci sorpassa e ci coglie in flagrante rispetto al farsi della storia, giorno dopo giorno.”

Dall’estate del 2005, nostro lunedì s’arricchisce di un numero extra, l’amorosa spina. Un sentiero in versi che coniuga esperienze contemporanee con il desiderio di avvicinare altre lingue tradotte nell’italiano che ancora riesce a sopportare gli insulti e le disgregazioni. Il catalogo che si offre è il diario dei tre appuntamenti che scandiranno i tramonti d’agosto nell’Anfiteatro Romano, una sorta di numero speciale della rivista. Si vuole consegnare all’attenzione degli spettatori e dei lettori un’immagine visiva e testuale degli autori ospitati e, insieme, un ‘sentimento’ della poesia assai vicino all’idea di tradizione che illumina il presente.
nostro lunedì tenta di trattenere nella pluralità dei linguaggi un frammento di armonia e di bellezza, un umanesimo tenace che resiste.

La rivista si avvale, inoltre, di un panorama di collaboratori di altissimo livello nei differenti ambiti dell’arte e della letteratura e si caratterizza per un taglio obliquo e del tutto inedito di sguardi sulle molteplici realtà affrontate con uno stile che privilegia i testi, e le immagini fotografiche e artistiche.
Inoltre l’abito grafico del semestrale, finemente modellato dallo studio Lirici Greci di Ancona, è stato premiato dall’Adi Design Index 2003
che lo ha indicato tra i migliori prodotti del design italiano nel 2002.

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