OLTRE LA STRADA VERSO LA COLLINA

PAROLE DI MEZZERIA
Domenica 11 maggio 2014

Ore 11:00
OLTRE LA STRADA VERSO LA COLLINA.
Passeggiata con il Prof. Ivo Picchiarelli e la guida Sauro Bigelli per imparare a leggere il paesaggio dal punto di vista storico naturalistico.

aratore

La ragione colturale del volto umanizzato e civile del paesaggio dell’Italia virgiliana è riscontrabile a partire dalle misure romane e italiche di superficie: l’actus e il versus.

L’actus, quello quadratus di 120 piedi di lato, è la misura romana di superficie che ha fondato il paesaggio agrario centuriato in Italia e nell’Impero.
L’actus deriva dal participio del verbo agere ed è la “spinta”, lunga 120 piedi, pari a 36 metri, che un paio di buoi aggiogati all’aratro riesce a “reggere”, tracciando il solco, prima di doversi fermare per “riprendere fiato”.
L’actus, l’unità di distanza e di superficie agricola romana, non è testato, perciò, sul passo dell’uomo, anche se è misurato in piedi, ma sulla “spinta”, sull’impeto dei buoi nel trascinare l’aratro, cioè nel compiere il lavoro di fondazione dell’agricoltura cerealicola che trasforma una superficie qualsiasi in un campo quadrato, orientato e predisposto, grazie all’aratura, per la semina dei cereali.

L’actus romano ha il corrispettivo italico nel versus, di 100 piedi pari a circa 30 metri,9 il cui nome, come la romana versura, deriva da vertere, girare, proprio perché anche questo era tarato sulla “tenuta” dei buoi aggiogati nell’arare andando avanti e indietro e, pertanto, era misura, modus, di fondazione dell’ager.

L’actus e il versus, inoltre, vengono ad essere termini del comporre e dello scrivere proprio perché la “scrittura”, tracciata sulla terra dall’aratro nel dar forma e nome all’ager quadrato e orientato, è modello esemplare di razionalità a tal punto che la cura dello spazio agricolo, la coltura, assurge a modello per la cultura e la composizione letteraria.

Non a caso le espressioni: “fare le cose a verso” e “fare le cose a modo” sono sinonimi di operare secondo ragione mentre “delirare”, andare fuori di senno, vuol dire letteralmente “uscire, dalla lira”, dal solco, mentre si sta arando.

La scrittura, la più antica, ha nell’andamento bustrofedico, proprio, ad esempio, dell’epigrafe arcaica del lapis niger ritrovato a Roma nel Foro e nel giro-verso del giusto numero delle battute delle parole il suo rytmòs. L’atto e il verso, entrambi modi delle lettere, hanno il punto di riferimento, il modello e l’origine nelle modalità del lavoro arativo compiuto sui campi dai buoi.

Prof. Ivo Picchiarelli (storico del paesaggio)

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